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La lettera del copywriter portafortuna

La fortuna è cieca. ma la sfiga ci vede benissimo.

partendo da questa constatazione, qualche anno fa, per farmi assumere da un’agenzia ho mandato questa lettera di presentazione.

la famigerata Lettera Del Copywriter Portafortuna.

una mattina qualunque l’amministratore delegato di un’agenzia l’ha aperta sul suo desktop…

La lettera del copywriter portafortuna riesce a catturare l’attenzione del manager mentre è occupato in importanti attività di businness,

correva l’anno di grazia 2004 e la fortuna non girava dalla mia parte, in compenso avevo sfiga da vendere ed ero pronto a donarla tutta a chi non mi avesse dato retta.

volete sapere come è andata? il Sig. egregio Amministratore non mi ha nemmeno risposto.

Ehi, amico, hai fatto male.


si poteva evitare

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Posted: March 25th, 2010
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n0men 0men

Si, c’è la crisi. ma forse c’è perché prima stavamo male e non lo sapevamo. in qualche modo bisognava uscirne.

All’anagrafe Renato Fiacchini.

Ma è rinato… Zero. Un nome, un destino.

Un Malcolm X de noialtri, Renato ha scelto di annullare la propria identità, abbracciare la propria diversità e farne una nuova vita, tutta da costruire. E’ la prova che una parola, un nome, forse non può cambiare il mondo. Ma può cambiare una vita.

Non è facile essere accettati per quello che siamo (o crediamo di essere). Al lavoro, in famiglia, al supermarket…

Per farsi comprare, vendersi non basta.

A volte devi ripartire da zero.

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Posted: March 19th, 2010
Categories: Polpettone
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Che mondo sarebbe senza DIO®?

Continua il nostro viaggio alla ricerca del brand anzi del Lovebrand per eccellenza, la lezione di Virgin è chiara ci sono marche che possono rivendere qualsiasi cosa, anche mia zia, ribrandizzandola. Virgin Zia


Rimanendo in tema volevo dirvi che in settimana mia zia sarà operata ai calcoli da Tom Ford, si, certo, lo stilista, regista (e ora anche chirurgo). D’altronde quando un nome è credibile può fare qualsiasi cosa, anche un film bello e noioso.

Quindi dopo Emozioni® proviamo a sparare veramente alto (sparare si fa per dire)

Qual è è il brand universale per eccellenza? Quello con tutti gli attributi? Avente il dono dell’ubiquità?

Si, è proprio Lui, infatti…

che mondo sarebbe senza DIO®?

DIO® lava più bianco

DIO® smacchia a fondo senza strap!

DIO®. Contro il logorio della vita moderna

DIO®. La bellezza non basta

Toglietemi tutto ma non il mio DIO®

io? DIO®

DIO®. Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo

DIO®. Sapore vero

se c’è la goccia è DIO®

DIO®. Più latte meno cacao

DIO®. Provare per credere

DIO®. Per chi non si accontenta

DIO® c’è

DIO®. Sounds good

DIO®. True

Christian DIO® (la moda non ama i payoff, Dio nemmeno)

DIO®. Basta la parola

DIO® vuol dire fiducia

DIO®. La fabbrica della felicità

chi prova DIO® non lo lascia più

DIO®. Questa è la risposta

DIO®. C’est plus facile

DIO®. Fa le cose per bene

DIO®. Impossible is nothing

DIO®. Vivere senza confini

DIO®. O ce l’hai o ne hai bisogno

silenzio, parla DIO®

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l’altra metà della comunicazione

Idee che fanno strada: La scuola di copertoni.

Ci sono idee che camminano a fatica sulle proprie gambe (a volte hanno le gambe corte) e idee che rotolano per il mondo e non si fermano più . gli americani le chiamerebbero Ideas Made to Stick. fatte per attaccarsi e restare nel tempo.

I fratelli Heath individuano dei fattori che uniscono tutto le idee più appiccicose in circolazione, che si tratti di prodotti, invenzioni, religioni, notizie o leggende metropolitane. su queste ultime gli autori si spendono un bel po’ perchè anche le balle più colossali che per definizione dovrebbero avere le gambe corte, possono arrivare lontano, molto lontano. come il cadavere carbonizzato di un sub in cima ad un albero, oppure la storia Buon Samaritano: un uomo si ferma ad aiutare un tizio che sta cambiando una ruota bucata e non sa che quell’uomo è Donald Trump (o Bill Gates a seconda delle versioni). Lo scopre solo una settimana quando gli viene recapitato a casa un assegno da 10.000 dollari come ricompensa.   Sono solo due delle leggende metropolitane di maggior successo. il fatto che siano storie false (o vere?) e’ secondario. che cosa la fa funzionare ?

La formula magica è nell’acronimo SUCCESs

*Simple (semplice) *Unexpected (inaspettato) *Concrete (concreto) *Credible (credibile) *Emotional (emozionale) *“Storytellable” (raccontabile)

Caratteristiche che secondo i frattelli Heath accomunano tutte le idee, le storie, gli oggetti che funzionano.

Un altro esempio stupefacente è questo: (una storia vera che sembra finta)

La scuola di copertoni costruita in territorio Israelo-Palestinese dal mio amico Valerio e gli altri architetti dell’Università di Pavia in collaborazione con ONG vento di terra.

SEMPLICE

è una scuola fatta di copertoni usati e fango. fine.

UNEXPECTED

avete mai visto una scuola così? non credo.

CONCRETA

la puoi toccare. io ci sono stato. si sta pure freschi. è talmente concreta che ora il governo israeliano vorrebbe abbatterla ma non sa come fare (un edificio in gomma e fango non è assimilabile ad uno in muratura e quindi rappresenta un caso legale complesso)

CREDIBILE

c’è una scuola dentro, ogni giorno alunni e maestre, la preside, la bidella che suona la campanella, più credibile di così!

EMOZIONALE

I bambini stessi hanno collaborato alla costruzione di qualcosa di magico. la scuola è diventata una case history architettonica, legale e politica

STORYTELLABLE

E’ raccontabile, è una storia virale, ne hanno parlato Aljazeera, la CNN, Famiglia Cristiana, il Corriere, Haretz, etc… niente di più semplice perché questa è una storia che si racconta da sola.

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meno male (che ci sono i tag)

la gente non ha voglia di pensare cose negative, la gente ha voglia di godersi le vacanze estive…

figurarsi chisse ne frega del Darfur. come si fa a rendere interessante il Darfur?

un trucco: titolando l’articolo “Sulle tracce di George Clooney” e poi… tac! a sorpresa si parla di bambini soldato. un articolista del NYT ha usato (furbescamente) il principio dei  TAG, le parole chiave alla base del web 2.0. che ci aiutano a trovare quello che stiamo cercando. ma ecco che basta inserire un TAG “fuori luogo” per creare il collegamento altrimenti impossibile tra una star di hollywood e un bambino senza nome destinato alla macelleria bellica.

per non parlare del pakistan. chi se lo incula? un giornalista spagnolo ha titolato il suo articolo sulla guerra civile nel paese asiatico  “Sexo, Clooney y Berlusconi”. un’altra imboscaTAG di dubbio gusto. ma se il titolo fosse stato “Pakistàn al borde de una matanza” certo, non saremmo qui a parlarne.

e dei problemi italiani? come si fa parlarne? parliamo d’altro.  meno male che c’è Carla Bruni. un tag che ci collega all’allegro mondo del gossip.

Simone Cristicchi è un furbone 2.0, le sue canzoni sfruttano la notorietà del VIP di turno, taggandolo nel testo, ma poi parlano di tutt’altro (la dura legge dello show business, la situazione dell’informazione in Italia etc…)

in Francia però si sono offesi e in Italia qualcuno non l’ha capita.

quando il tag indica la luna, lo stolto guarda il tag.

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Posted: February 23rd, 2010
Categories: Polpettone
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cose così per caso

Chi vuol essere miliardario. marzo 2001. la concorrente sbaglia la risposta finale e vince 1000000000 di lire…

Los Angeles 1958. Un ragazzo si getta dal tetto di un palazzo mentre solo tre piani più in basso sua padre e sua madre stanno litigando, la donna prende il fucile e inavvertitamente parte un colpo che colpisce il figlio proprio mentre sfreccia in volo davanti alla finestra e lo uccide. Se non fosse stato per il proiettile del fucile (che tra l’altro lui stesso aveva caricato) pochi metri più in basso una tenda gli avrebbe salvato la vita…

E’ omicidio? E’ suicidio? Chi è stato?

per approfondimenti teorici sull’importanza del caso nella vita e nei fenomeni sociali ed economici (thanks Giovanna per la segnalazione!)

The Black Swan Theory / teoria del Cigno Nero di Nassim Nicholas Taleb

dello stesso autore:

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Posted: February 20th, 2010
Categories: Polpettone
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trova l’intruso

alla Saatchi Gallery di Londra c’è un concorso d’arte dedicato alle scuole (eta 11-15)

tema di quest’anno: le sedie.

tra gli studenti per bene si nasconde un pubblicitario in erba. troppa.

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Posted: February 17th, 2010
Categories: Polpettone, f-art!
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non sottovalutare mai il potere di una storia

poche storie! le storie funzionano. ci storie che  cambiano la Storia, quella con la S maiuScola,  che muovono le menti, le persone, gli eserciti. che uniscono le persone. che mettono persone contro altre persone.

ci sono storie che uccidono

Do you remember  COLIN POWELL? Il 6 febbraio 2003, racconta alla platea dell’Onu la storiella delle armi di distruzione di massa.

mostra una provetta finta e un fumetto. Medium is the message. il mezzo è il messaggio. infatti si trattava di fiction 100%.

Le armi di distruzione di massa erano armi di distrAzione di massa.  Tony Blair, detto Tony Bliar (il Bbugiardo) traduce la storiella in inglese stretto e trascina anche l’inghilterra nella partita. e poi tutto il resto della combriccola.

Il tutto sulla base di una balla colossale e raccontata neanche tanto bene.

"riusciamo ad avere Colin Powell per la convention con i venditori?”

oggi, 7 anni dopo, sappiamo con certezza  come è andata. E non è nemmeno un triste finale. E’ un “to be continued”

era molto meglio lasciar fare a ERNEST SCRIBBLER, creatura dei monty Python,  autore di una storia che fa morire dal ridere. un modo già più interessante di crepare.

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Posted: February 15th, 2010
Categories: Polpettone
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E’ il pensiero che conta. S.Valentino per innamorati (po)veri.

Ehi tu, la fuori, ho deciso di farti un regalo perché ti voglio bene. Potrei cavarmela con qualcosa di costoso, che ne so, un widget tempestato di diamanti, ma quale peggior modo di uccidere i sentimenti. Ti regalo un’idea.  Un’idea per un regalo per il tuo S. Valentino, ma va bene anche per il prossimo Natale, per un compleanno, un battesimo, un matrimonio, non porre limiti alla potenza di un’idea.

Un diamante è per sempre, però vuoi mettere una bottiglia di ammorbidente da tre litri?!

Ho pensato a te. Un’idea regalo personalizzata dedicata a chi ami.

Una questione di etichetta”

E’ attraverso gli oggetti di ogni giorno, i prodotti di consumo che costruiamo e rafforziamo i nostri affetti. La bottiglia di vino che hai bevuto la prima volta che sei uscita a cena con lui, la marmellata preferita di tuo figlio, l’ammorbidente con cui tua madre lava il tuo maglione preferito. Gli oggetti ci circondano e con essi rafforziamo l’affetto, l’amore, l’amicizia con le persone importanti della nostra vita. E allora perché non dedicarli completamente a chi amiamo?

Basta creare delle etichette ad hoc, personalizzate e qualsiasi oggetto diventa un regalo, un messaggio d’amore o di affetto.

Crea la tua etichetta. Basta utilizzare delle etichette adesive o ritagliare un pezzo di carta della forma e dimensione adatta, scrivere il proprio “marchio-dedica” su un oggetto che stiamo regalando oppure su prodotti già presenti nella dispensa della persona amata.

Ecco alcuni esempi.

La crema da spalmare. “LA CREME dell’amicizia. Con te c’è più gusto”

sapone: amico per la pelle

per collega: Una mano lava l’altra

Succo. “NETTARE d’amore. Sono concentrato al 100% su di te.”

6 TU. E’ Il marchio multiprodotto per mostrare il tuo affetto in tanti modi:

Alcuni esempi

Vino frizzante. 6 TU. Frizzante, dolce, amabile, dal carattere deciso.

Ammorbidente. 6 TU. Il mio ammorbidente.

Mela. 6 TU. Il mio frutto proibito.

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Posted: February 9th, 2010
Categories: Polpettone
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